Storia della Rievocazione

Storia della Rievocazione

Dalla primavera del ’93, quando Viglio Morini, Consigliere della Pro Loco Magenta, appassionato di storia militare, arrivò ai gruppi di rievocazione, è passato un po’ di tempo. Credo che nessuno di noi, allora, potesse apprezzare quali sviluppi tutto ciò potesse avere per la conservazione della memoria storica di Magenta e per la promozione della Città. Molti gruppi non erano ancora nati, altri erano già affermati come la Società Lombardo Veneta del Tiro ad Avancarica di Milano che dal 1972, fu la culla di molti rievocatori. Enrico Tettamanti, storico Presidente della Lombardo Veneta, scomparso da una quindicina d’anni, ci accompagnò nelle prime edizioni a Magenta. Lo affiancò, dal 1995, Alberto Ferrerio, fondatore del Carosello Storico “Tre Leoni” di Somma L. – altro pioniere nell’ambito delle Rievocazioni storiche Alberto, che ci ha lasciati lo scorso 22 aprile, passò la mano ad Antonello Rota, che da una ventina d’anni collabora con me e cura la regia delle esibizioni. Abbiamo avuto, fortunatamente, la disponibilità e la condivisione da parte di tutti i Sindaci succedutisi dal 1993, Franco Bertarelli, Giuliana Labria, Luca Del Gobbo, Marco Invernizzi, Chiara Calati, che ringraziamo perchè hanno sempre compreso che il patrimonio storico può diventare strumento di promozione della Città. Abbiamo utilizzato diversi scenari, dalla piazza con i suoi “Portici” (in maiuscolo perché fanno parte della comunità magentina), alla Casa Giacobbe quando, con veritiera ricostruzione fu conquistata, la piazza del mercato, il terreno in via Maddalena di Canossa (ove sorge l’attuale scuola), la campagna in strada Castellazzo per l’epica edizione del 150° nel 2009. Ma abbiamo portato l’evento anche a Boffalora, nel giugno del 1997-98-99. Obiettivo strategico per la vittoria di Magenta. In particolare è rimasta nella memoria l’edizione del ’99, in notturna con la mina fatta esplodere sul ponte. Ciò avvenne grazie all’allora Sindaco di Boffalora, Umberto Re e al Presidente della Provincia di Milano, Livio Tamberi che vollero quegli eventi e li supportarono con entusiasmo ed amicizia. Il nostro progetto ha sempre considerato la possibilità di “esportare” la Rievocazione nei luoghi che videro svolgersi la Battaglia di Magenta, magari alternandola anno per anno. E sono tutti luoghi accomunati dal Naviglio Grande. In ognuno dei paesi, bagnati da quell’acqua, da Robecchetto, a Turbigo, a Ponte Nuovo, a Ponte Vecchio, a Robecco, si svolsero fasi più o meno importanti o decisive di quella giornata. Contiamo 25 edizioni su 26 anni, perché nel 1993 fu solo una partecipazione di presentazione, un “assaggio” di qualcosa che non conoscevamo. Ma, convinti della particolarità della manifestazione, dall’anno successivo cominciammo “contarle”. Abbiamo visto impegnati molti gruppi. Ogni anno registriamo la fedele presenza degli amici francesi de “Les Arquebusiers del’Est”; per tre anni hanno partecipato le batterie storiche delle Voloire, Artiglieria a cavallo dell’Esercito Italiano; un salto nella storia l’esibizione, prima della rievocazione, del gruppo storico “Pietro Micca” di Torino con le divise dell’assedio del 1706; gli agguerriti e numerosissimi amici della Repubblica Ceca con i caroselli a cavallo dei loro ulani, i Bersaglieri provenienti dalla Savoia, i tanti gruppi dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Veneto, dal Trentino, dall’Emilia, dalle Marche. Per l’ennesima volta ci tengo a sottolineare che, ai responsabili dei gruppi viene disposto che le esibizioni siano, esclusivamente, in forma didattica per mostrare l’uso delle armi, i differenti movimenti dei reparti nelle diverse fasi e la fedeltà storica agli avvenimenti del 4 giugno. Alla Rievocazione di Magenta non devono esserci simulazioni di soldati feriti o uccisi. Non celebriamo la crudeltà di una guerra. Chi si annoia o vuole vedere scontri cruenti può trovare soddisfacimento in una sala cinematografica, guardandosi un film storico o andare in altre manifestazioni dove ciò avviene. Il nostro impegno e il nostro interesse sono la ricchezza che possediamo e che mettiamo a disposizione della Comunità per far conoscere quella Storia che, lasciando la sua impronta nella terra delle campagne magentine, ha fatto il primo passo verso l’Unità. 

Pietro Pierrettori

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