I Bersaglieri e La Fanfara

I Bersaglieri e La Fanfara

Un particolare affetto lega i Bersaglieri ai Magentini che tributano loro, con entusiasmo, sentimenti di stima ed amicizia. Le celebrazioni del 4 giugno vedono, da sempre, la partecipazione di una rappresentanza dei Bersaglieri che sono ormai divenuti parte integrante ed imprescindibile della ricorrenza. Essi ricordano l’intervento nella Battaglia, del 9° Battaglione Bersaglieri del Maggiore Giuseppe Angelino, inquadrato nella Divisione del Generale Fanti. “Il 4 giugno 1859, tra Mesero e Marcallo, dopo circa due ore di corsa, sentiti i suoi capitani, Angelino ordina di lasciare i pesanti zaini (che rimarranno incustoditi, poichè nessun bersagliere vuole lasciare il reparto, ma saranno poi ritrovati intatti) e ordina di riprendere la corsa sulla destra della strada che porta a Magenta. Vengono così percorsi 5 chilometri in un’ora (è uno sforzo eccezionale per un reparto in ordine con armi e munizioni e dopo aver già corso per due ore con lo zaino). Verso le ore 19, al suono delle trombe dei suoi sette trombettieri, il 9° giunge alla ferrovia a est della stazione, affiancandosi alla sinistra dei francesi della Divisione Espinasse che, demoralizzati per la morte del loro Comandante, riprendono fiducia. Dopo una breve sosta il 9° Bersaglieri, unitamente agli alleati, entra nell’abitato spingendosi fino alla piazza del mercato (oggi della Liberazione) e poi piega sulla contrada di Santa Maria (oggi via Milano), portandosi, con i cacciatori francesi (forse dell’ 11° battaglione), alla periferia di Corbetta”. A ricordo di tutti coloro che il 4 giugno 1859 contribuirono, anche con il proprio personale sacrificio, ad affermare gli ideali del Risorgimento, il Comune di Magenta ha voluto conferirela cittadinanza onoraria al 3° REGGIMENTO BERSAGLIERI con la seguente motivazione:

“Il Comune di Magenta memore degli ideali del Risorgimento conferisce la CITTADINANZA ONORARIA al 3° Reggimento Bersaglieri erede dei reparti che il 4 giugno 1859,in questi luoghi, diedero il loro contributo per la nascita dell’Italia unita. Forte dei legami di stima ed amicizia che, da sempre, esistono tra i Magentini ed i Bersaglieri”

Questo reparto, il più decorato di tutto l’Esercito Italiano, costituito il 31 dicembre 1861, presente a Milano, di cui è cittadino onorario, fin dal 1937, innumerevoli volte è stato ospite, con i suoi uomini e con la sua famosa Fanfara, alle Celebrazioni nella nostra Città. Magenta vuole così rinsaldare i legami che la uniscono ai Bersaglieri che oggi, in una mutata dimensione, oltre ai compiti di difesa della Patria, sono impegnati nel nome dell’Italia in importanti ed apprezzate missioni di pace in tutto il mondo.

3° Reggimento Bersaglieri

Il 3° Reggimento Bersaglieri venne costituito il 31 dicembre 1861 inglobando i battaglioni: XVIII, XX, XXV, XXXVIII, dai quali ereditò le gloriose tradizioni del Risorgimento. Tali battaglioni, infatti, avevano partecipato alla seconda guerra d’Indipendenza nel 1859, alla presa di Ancona, ai fatti di Aspromonte, alla campagna per la liberazione del Veneto e alla presa di Roma, guadagnandosi una medaglia d’argento e una di bronzo al V.M. Il Reggimento ha preso parte alla prima guerra mondiale, distinguendosi per ardimento e slancio e guadagnandosi: una croce di Cavaliere all’Ordine Militare d’Italia, una medaglia d’oro ed una d’argento al V.M. Nel 1935 il Reggimento partecipò alla campagna Italo-Etiopica, e dopo la conclusione della battaglia dell’Endertà, la sua Bandiera fu insignita dell’Ordine Militare d’Italia e di una medaglia di bronzo al V.M. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale fu inizialmente destinato al fronte occidentale. Nel 1941, combattè sul fronte jugoslavo e, nello stesso anno, passò sul fronte russo, dove la sua Bandiera fu insignita di due medaglie d’oro al V.M. infine, vanta la partecipazione alla guerra di Liberazione (1943-’45) con il 18° Battaglione “Goito” che risalì, dal Garignano al Po tutta l’Italia e meritò una medaglia d’argento al V.M. Il Reggimento viene ricostituito su tre battaglioni nel 1946 a Milano. Nel 1963, con il nuovo ordinamento delle grandi unità corazzate, entra a far parte del Reggimento il lV battaglione carri, che nell’ultimo conflitto aveva combattuto sul fronte Greco-Albanese, Jugoslavo e Libico-Tunisino. Il 21 ottobre 1975 la ristrutturazione dell’Esercito Italiano, colpisce anche il Terzo Reggimento Bersaglieri che viene sciolto e la sua Bandiera e le sue tradizioni vengono ereditate dal XVIII Battaglione “Goito” che prende il nuovo nome di 18° Battaglione “Poggio Scanno” per ricordare la località nei pressi di Bologna dove il Battaglione, al comando del Magg. Romolo Guercio, partecipò alla rottura del fronte appenninico. Dall’agosto 1982 al marzo 1984, il 18 ° Battaglione ha partecipato alle operazioni di pace con il contingente italiano in Libano, formando due intere compagnie fucilieri. Il 28 agosto 1991 a seguito di nuovi provvedimenti ordinativi, viene ricostituito il 3° Reggimento Bersaglieri. Il 1993, vede il 3° Reggimento Bersaglieri precettato per l’esigenza Somalia e, dopo una adeguata preparazione, il 30 settembre, parte per la missione “IBIS 2”. Rimarrà in terra d’Africa fino al 30 gennaio 1994, dove costituisce il Distaccamento “Bravo” nell’abitato di Bulo Burti a 250 Km circa da Mogadiscio, nella regione dell’Hiraan, assolvendo in modo esemplare il compito assegnatogli nell’ambito della missione di pace ONU e meritando una medaglia d’argento al Valore dell’Esercito. 

Lo Stemma

E’ costituito da uno scudo sannitico, su sfondo cremisi, così da esprimere la profonda essenza bersaglieresca che fa del 3° Reggimento il più degno erede e custode delle tradizioni di tutta la specialità. All’interno vi è una pezza onorevole con un capriolo d’oro, movente dagli angoli inferiori dello scudo e riunito nel punto d’onore. I due corni da caccia d’oro, ornati da un fiocco verde, fregio peculiare dei Bersaglieri, esprimono il concetto di superlativismo della specialità. Il tridente d’oro di Ucraina, rappresenta la partecipazione del Reggimento al 2° conflitto mondiale in terra di Russia. Il tutto abbassato al capo d’oro, caricato da due pali d’azzurro che materializzano la triplice massima ricompensa al Valor Militare concessa alla Bandiera.

Il 3° Bersaglieri è il reggimento più decorato d’Italia

2 ORDINI MILITARI D’ITALIA
3 MEDAGLIE D’ORO AL V.M.
3 MEDAGLIE D’ARGENTO AL V.M.
3 MEDAGLIE DI BRONZO AL V.M.
1 MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR DELL’ESERCITO
1 MEDAGLIA DI BRONZO AL MERITO CIVILE

Verso le ore 19 del 4 giugno 1859, il combattimento era accanitissimo a Magenta, gli austriaci non solo non accennavano a cedere, ma lottavano con la sicurezza della vittoria. La loro artiglieria faceva strage di francesi, mentre l’artiglieria francese per il cattivo stato delle strade non era ancora giunta. MacMahon aveva fatto già avanzare i volteggiatori di Camou, che fino allora aveva tenuti in riserva, e li aveva spiegati a sinistra della brigata Gault. Ora, il comandante del 2° Corpo non aveva più un solo uomo in seconda linea, tutte le sue forze erano impiegate, unica sua speranza era l’arrivo del Generale Fanti. Senza di esso non sarebbe stato possibile andare avanti, tanto più ch’egli sapeva che forze nemiche si avanzavano verso l’estrema sua sinistra. E da questa parte a un tratto ecco echeggiare la Fanfara del 9° battaglione bersaglieri e apparire le loro piume sventolanti. Un grido di esultanza si levò subito dalle file della Divisone Camou, lo stesso generale MacMahon, rivolto all’aiutante di Fanti, che gli annunciava l’arrivo, esclamò; ” Ebbene, dite al vostro generale che oggi mi ha reso un grande servizio”. E immediatamente diede l’ordine generale dell’attacco. Il 9° battaglione bersaglieri, comandato dal maggiore Angelino e sostenuto da quattro pezzi d’artiglieria, concorse al sanguinoso attacco della ferrovia. L’estenuante combattimento terminò solo al calar della sera. Domenica 5 giugno fu attesa da tutti con grande incertezza, il comandante austriaco Gyulaj avrebbe potuto ancora attaccare ma decise per la ritirata su Milano. La Battaglia di Magenta era vinta dagli alleati franco-piemontesi!

La sezione dei bersaglieri di Magenta venne costituita nel 1920 come società di mutuo soccorso per i bersaglieri ed i loro familiari, intitolata a Fortunato Magna, bersagliere magentino decorato nel corso della Grande Guerra; il ritrovo era in via Garibaldi nel locali messi a disposizione dal bersagliere Parmigiani detto Cichin dal Negar, commerciante di vino. Di questo periodo non esiste purtroppo documentazione scritta, ma solo i ricordi tramandatici dagli anziani.

La sezione cessò le sue attività durante la 2^ guerra mondiale; venne poi ricostituita, seppur per un breve periodo, negli anni cinquanta del secolo scorso.

Nel 1959 venne rifondata presso il Circulon su impulso del bersagliere Nino Garavaglia, il quale il 19 Aprile di quell’anno organizzò la sveglia della città al suono delle fanfare.

Il 07 Giugno 1959, in occasione delle celebrazioni per il centenario della battaglia di Magenta, si tenne un grandioso raduno di bersaglieri con la partecipazione di ben sei fanfare.

Nel 1973, anno in cui riprese l’attività regolare della sezione, l’associazione trovò sede nei locali della Banda Civica.

Il 25 Settembre 1983, in occasione del 3° raduno interprovinciale dei bersaglieri, venne dedicata una via cittadina ai Bersaglieri d’Italia; il 05 Giugno 1984 venne inaugurato, all’interno del cimitero cittadino, un monumento funebre dedicato a tutti i bersaglieri dispersi e defunti.

Nel 1994 l’amministrazione comunale offrì ai bersaglieri di assumere la gestione del parco comunale di via Matteotti, con la possibilità di insediarvi la propria sede; i bersaglieri provvidero quindi a demolire un fatiscente fabbricato e a curare la manutenzione del parco.

Nel 2000 venne finalmente avviata la costruzione della nuova sede, inaugurata il 15 Settembre 2002 con un grande raduno di bersaglieri provenienti da tutta la Lombardia.

Attualmente il numero dei soci – bersaglieri e simpatizzanti – della nostra sezione è di poco superiore alle 200 unità.

La prima fanfara della nostra sezione venne costituita nel 1984, e intitolata a Nino Garavaglia, con un organico di 20 suonatori magentini; nel 1992 la mancanza di suonatori portò allo scioglimento di questa prima fanfara.

Nel 2003 la fanfara Nino Garavaglia è stata ricostituita, ed attualmente è composta da circa 35 talentuosi elementi: la loro bravura è stata apprezzata anche all’estero in occasione di prestigiosi raduni ed esibizioni in Germania, Ungheria, Francia, Irlanda ed in occasione della grandiosa sfilata del Columbus Day di New York (USA).

Fortemente voluta dall’indimenticabile bersagliere Pino Mauri, una decina di anni fa è nata la nostra Pattuglia Ciclisti Pino Mauri, sempre applaudita in tutti i raduni: viva memoria della geniale intuizione del Capitano Natali.

Il 24 Giugno 2009, a conclusione delle celebrazioni del 150° anniversario della battaglia di Magenta, presso l’ossario si è svolta la cerimonia di gemellaggio tra la Legione Straniera francese ed i Bersaglieri alla presenza dei generali comandanti e dei reparti in armi di questi due gloriosi corpi, già fratelli in armi il 4 giugno 1859.

A suggellare lo storico evento i due alti ufficiali hanno sottoscritto il documento attestante il gemellaggio; alla nostra sezione, depositaria e portatrice dei valori dei bersaglieri, il Generale di Brigata Raffaele De Feoha concesso l’onore di custodire questo prezioso documento.

I bersaglieri di Magenta sono da sempre coinvolti nelle attività di volontariato locali, alle quali destinano parte dei fondi sociali della sezione.

Dal 2002 aderiscono anche alle iniziative promosse a livello nazionale da Telefono Azzurro.

La nostra sezione è tra i membri fondatori del Comitato per la Giornata della Memoria.

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