La Pirocorvetta Magenta

La Pirocorvetta Magenta

Sappiamo che il nome di Magenta, dopo la cruenta battaglia del 4 giugno 1859, ebbe vastissima popolarità, oltre che in Italia, Francia e Austria, anche in tutto il resto d’Europa e perfino nelle Americhe. Al nome di Magenta sono intitolate vie in numerosissime città, anche straniere. Pochi cittadini sanno invece che nel periodo dal 1865 al 1868 ci fu una nave militare che compì il giro del mondo per una importantissima ed avventurosa missione scientifica e commerciale affidatale dai Regno d’Italia appena nato. A questa nave fu imposto il nome di MAGENTA. Scopo ufficiale della missione fu quello di dare nuovo vigore all’industria setiera in difficoltà per i cattivi raccolti, ma bisognava anche allineare l’Italia al destino degli altri paesi occidentali, cercare nuovi mercati, magari colonie, insomma, promuovere l’immagine della giovanissima nazione. La “Magenta” era una pirocorvetta a elica di prima classe; fu costruita a Livorno per ordine del Granduca, su progetto dell’ingegnere Micheli negli anni 1860-1861, e armata a Genova il 22 dicembre 1863. Le sue caratteristiche 67,1 metri di lunghezza per 12,9 metri di larghezza; 2552 tonnellate di dislocamento normale e 2712 tonn. a pieno carico; l’apparato motore che comprendeva 2 caldaie, 1 motrice alternativa, 1 elica con una potenza di 1900 HP e infine il costo che si aggirava sui due milioni e mezzo, la ponevano ampiamente al di sopra di molte fregate. A poppa c’erano la sala da pranzo del comandante e i suoi appartamenti: una camera da letto, un salottino, uno studio e il bagno; a sinistra una piccola biblioteca, dove si tenevano le carte e gli strumenti.. A prua, sempre in batteria, l’ospedale, i camerini dei sottufficiali, i carbonili di alcuni ufficiali; in mezzo la macchina. Il quadrato degli ufficiali era situato a poppa, con la santabarbara e la dispensa. L’equipaggio era composto da 297 uomini, sessanta meno dell’organico; così si risparmiava sulla quantità di viveri, che per i lunghi viaggi senza approdo che si dovevano affrontare era enorme. A bordo c’era anche l’esperto scientifico De Filippi, professore di zoologia, membro della Regia Accademia delle Scienze, senatore del Regno e viaggiatore collaudato. Il suo incarico consisteva nel raccogliere campioni utili della flora e fauna dei paesi visitati e informazioni sulle possibilità di esportazione dei prodotti italiani. Ultimo arrivato della piccola comitiva scientifica era un ragazzo di vent’anni appena diplomato in scienze naturali: si chiamava Enrico Giglioli; suo è il monumentale resoconto della spedizione, intitolato “Viaggio intorno al globo della Regia pirocorvetta Magenta”, pubblicato dopo sette anni di lavoro nel 1875. La fregata Regina s’incaricò di trasportare uomini ed attrezzatura a Mintevideo da dove iI 2 febbraio 1866 si accesero i fuochi delle caldaie e la “Magenta” si avviò: rotta verso sud-est attraverso i mari più tempestosi ed inospitali del pianeta. Per la prima volta il tricolore sventolò nel cielo dell’Impero del Sol Levante. Il 25 agosto 1866 fu finalmente stipulato il PRIMO TRATTATO DI AMICIZIA E Dl COMMERCIO FRA ITALIA E GIAPPONE. Fu anche deciso che i due paesi sarebbero entrati in relazioni diplomatiche a partire dal 1867. Il 10 settembre 1866 la Magenta salpava da Yokohama facendo rotta verso i mari del Celeste Impero. Dopo aver sostato in vari porti cinesi, a Pechino il 26 ottobre fu stipulato anche il PRIMO TRATTATO ITALO-CINESE. Ovunque l’accoglienza fu magnifica. Dopo aver toccato anche altri porti in Australia, il 30 ottobre 1867 la corvetta italiana ripartì per Montevideo, completando così il giro del mondo. Per rientrare in Patria, attraverso le praterie galleggianti del Mar dei Sargassi, ci vollero ancora tre lunghi mesi. Il 28 marzo 1868 la Pirocorvetta ormeggiava nel porto di Napoli ed il 31 marzo fu dichiarata in disarmo. Durante la circumnavigazione della “Magenta”, le cui missioni diplomatiche in Giappone ed in Cina sono state importantissime, furono fatte anche numerosissime osservazioni sulla fauna marina, interessanti rilievi topoidrografici e raccolte originali collezioni archeologiche e zoologiche (5986 spoglie di animali appartenenti a 2000 specie diverse) che sono state portate in Italia a disposizione dei nostri scienziati.

NomeMagenta
Tipopirocorvetta di 1° rango ad elica
Classeprototipo
UnitàMagenta
CantiereArsenale Mediceo, Livorno
Impostazionesettembre 1859 per conto della Marina Toscana
Varo17 luglio 1862
Completamento22 dicembre 1863
Servizio22 dicembre 1863
Dislocamentonormale 2.552 tonn.
pieno carico 2.712 tonn.
Dimensionilunghezza f.t. 67,11 m.
lunghezza p.p. 63,75 m.
larghezza 12,95 m.
immersione 5,96 m.
Motore1 motrice alternativa Penn & Sons, Greenwich, Regno Unito
2 caldaie cilindriche
potenza 1.900 ihp
1 elica
Velocità10 nodi
Autonomian.d.
Combustibilen.d.
Protezione//
Armamento14 cannoni in batteria di ferro liscio in palla da 40 libbre
4 cannoni in ghisa rigati da 160 mm.
2 cannoni-obici in ferro liscio da 200 mm.
Equipaggio308
Disarmon.d.
Radiazione31 marzo 1875
Destinodemolita dal 1876
Note tecnicheImpostata per la marina granducale toscana su progetto dell’Ing. Micheli, fu varata e completata per quella italiana.
Scafo in legno rivestito in lastre di rame alla carena, era un tre alberi armato a vele quadre.
Durante la navigazione a vela il fumaiolo telescopico veniva ritirato e l’elica veniva issata in apposito pozzetto per evitare l’attrito con l’acqua.
Nave robusta in grado di superare i più cattivi tempi, era tuttavia poco adatta all’andatura a vela: gli alberi bassi e pesanti rispetto allo scafo e l’insufficiente superficie velica la rendevano lenta e poco manovrabile. In navigazione al gran lasco od al traverso rollava e beccheggiava furiosamente mentre di bolina scadeva ad ogni virata.
Il costo dell’unità fu di lire it. 2.339.000.
Note storicheVarata a Livorno il 17 luglio 1872, il 16 settembre 1872 venne rimorchiata a Genova per l’allestimento.
Completata il 22 dicembre 1863, venne il giorno stesso consegnata alla Regia Marina e, dopo l’addestramento dell’equipaggio, nell’aprile 1864 fu inviata di stazione a Tunisi.
Nel 1865 venne inviata di stazione nel Rio della Plata.
Fu la prima nave della marina da guerra italiana a compiere il giro del mondo in missione di propaganda: salpò da Montevideo il 2 febbraio 1866 puntando ad est.
Doppiato il Capo di Buona Speranza diresse in Giappone con scali intermedi, traversò il Pacifico, doppiò Capo Horn tornando a Napoli il 28 marzo 1868.
Dopo un periodo di disarmo nel 1870 fu assegnata alla Squadra del Mediterraneo.
Nel 1871 fu trasferita a Venezia per l’addestramento reclute.
Dal 1872 all’aprile 1873 divenne stazione a Smirne.
Nel maggio 1873 tornò a Venezia dove venne disarmata il 24 luglio.
Il 31 marzo 1875 venne radiata e venduta ai demolitori.
DidascaliaAll’ormeggio nel porto di Napoli nel luglio 1870.

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