CAI Sezione di Magenta

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Giovanni Frascarolo

Torinese di nascita, da sempre alla 'Olivetti' di cui, nel 1964, Giovanni Frascarolo, dopo aver ricoperto vari ruoli a Ravenna, Biella e Firenze, sceglie di divenire concessionario esclusivista di Magenta e comuni limitrofi (nel 1982 la Ditta individuale si trasformerà nella 'Logos tre Magenta srl'). E da Magenta non si è più mosso, ma, soprattutto, e qui il riconoscimento del 'San Martino d'Oro' trova tutte le sue ragioni, alla città ha dato molto, basta scorrere il nutrito 'curriculum' del suo impegno culturale e sociale. Inoltre, dando una scorsa alle onorificenze (professionali e non) collezionate negli anni, viene da commentare che al Cav. Frascarolo, ('Frasca' per gli amici) mancava giusto il 'San Martino d'Oro'. Da qualche tempo il Nanni (anche così, per familiari e amici) conduce una vita ritirata, tranquilla. Ma c'è stato un lungo periodo in cui, per citare la moglie Domenica, "non c'era sera che stesse a casa". Uomo colto, ricco di interessi, idee e proposte e, in specie, della voglia di 'cacciarsela', come si dice tra le pareti della Pro Loco, di cui è stato uno dei soci fondatori e primo presidente, il Frasca (infanzia e adolescenza vissute in ambienti di forte stimolo culturale, segnate da frequentazioni con personaggi del mondo del sapere e della politica) ha contribuito negli anni '70 alla crescita del Club Artistico Magentino nella divulgazione delle discipline artistiche (pittura, scultura, cinema, teatro, musica, letteratura, fotografia), gruppo la cui sede fu Casa Giacobbe: quasi un'anteprima della 'Casa delle Associazioni' degli anni '90. Da presidente del CAM, con Federico Berardi (gestore del Lirico), introdusse, nel 1970, i ‘Film d’essai’, a commentare veniva Sergio Escobar, progenitori dei nostri Cineforum e Filmforum. E’stato Presidente della Biblioteca Comunale, quando, nel ’73, la Legge Regionale 41, la volle ‘Centro di Cultura’. In risposta a ciò le ‘memorabili’ stagioni teatrali che portarono al Lirico attori e Compagnie famose o che lo sarebbero diventate. Una curiosità: Lucio Dalla nel 1975 fece al Lirico la sua prima uscita teatrale. E Giorgio Gaber divenne un’affezionata presenza. “Diceva che facevamo le cose bene”, racconta Frascarolo. Ecco, a costo di essere noiosi: non pare un anticipo dei giorni nostri? Per dire che il Frasca di semi ne ha gettati parecchi, coltivando giovani (che adesso tali più non sono) che affiancavano, per poi camminare con le proprie gambe. Di loro non facciamo i nomi, li facciamo invece di quanti “mi tirarono dentro, appena arrivato, nelle varie iniziative culturali”: Valentino Marinoni, Carlo Garanzini, Gianni Melato, Franco Pierrettori, Giovanni Fornaroli. Frascarolo ha presieduto la Commissione per la costituzione del Sistema Bibliotecario Distrettuale; è stato Delegato del Sindaco con funzioni di coodinatore del Comitato di redazione dell’Informatore Comunale (1987/88/89); consigliere e vicepresidente dell’Unione del Commercio e Turismo del Mandamento di Magenta, Castano e Turbino (assegnatagli nel ‘91 la medaglia d’oro per 25 anni di impegno). Nel 2000, presidente del Rotary Club Magenta, per il 40° di fondazione, ha promosso il restauro della tela ‘La nascita della Vergine’ della Chiesa dell’Assunta, mentre, nel 1995, era stato tra i soci rotariani promotori del restauro dell’ancona della Cappella di San Giuseppe, attribuita, in seguito all’intervento, al Bergognone. Per chiudere (non si creda che sia stato esaurito il curriculum citato all’inizio), ricordiamo le collaborazioni della penna del Frasca con periodici quali ‘Magenta Nostra’ ‘prima serie’ (1971/74, non mensile della Pro Loco, ma curato da privati e affidato alla direzione di Emilio Luigi Stoppa), ‘Magenta Oggi’, ‘L’Informatore Magentino’, ‘Incontri’ e ‘Magenta Nostra’, seconda serie, rilanciata nel 1992 da prolochino. Dunque, una persona di cui seguire l’esempio, che ben incarna lo ‘spirito’ del riconoscimento conferitogli, la qualcosa, lui dice, “mi lascia di sale, mi sorprende, mi commuove, comunque ringrazio questa città dove da subito e sempre mi sono sentito accolto”.

Alessandro Colombo

Laureato in Lettere Moderne con una tesi in Storia della Lombardia nell´età moderna dal titolo: "Magenta e le sue terre: dinamica fondiaria, vita amministrativa e società nel secolo XVIII", Alessandro Colombo è anche diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica , titolo conseguito nell´anno 2001 presso l´Archivio di Stato di Milano. Docente di ruolo di Materie Letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore della città e del territorio dal 1991 al 1998 è stato consulente per il coordinamento e catalogazione librariapresso il Sistema Bibliotecario Distrettuale di Magenta, dal 1999 al 2003 responsabile Tecnico del Sistema Bibliotecario Intercomunale del Magentino, dal 2003 al 2006 responsabile del Centro di catalogazione del Sistema Bibliotecario Sud-Ovest Milano e attualmente responabile dei Servizi alle Biblioteche presso Fondazione Per Leggere ­ Biblioteche Sud Ovest Milano Nel settore catalografico è stato, dal 1998 al 2001, docente di Classificazione Decimale Dewey (CDD) e di Esercitazioni Catalografiche nel corso per Bibliotecari - Operatori di beni Culturali presso lo IAL Lombardia - Scuola regionale per operatori sociali di Milano; e ancora, dal 2001 al 2005, docente di CDD nei corsi di aggiornamento per bibliotecari del comune di Milano e, infine, dal 2004 al 2006 docente di CDD nei corsi di aggiornamento per bibliotecari scolastici proposti da IRRE Lombardia

Le pubblicazioni di Alessandro Colombo:
Il tempo dell´uomo e della terra: cronache di vita magentina nei secoli XVII-XVIII

Parma 1990
Magenta
nella collana i "Comuni d´Italia", Milano 1992
Catasto e agricoltura nel XIX secolo
in "La terra e l´uomo: civiltà rurale nell´Abbiatense", vol. 1, Abbiategrasso 1992
Scioperi agrari e patti colonici nel circondario di Abbiategrasso fra Ottocento e Novecento
in "La terra e l´uomo: civiltà rurale nell´Abbiatense", vol. 2, Abbiategrasso 1993
Il Mulino Ventura nel Parco del Ticino
Magenta 1994
Robecco sul Naviglio dal Medioevo all´età contemporanea
Magenta 1994
Per una storia dell´economia abbiatense nel Novecento
in "Abbiatensi: le attività economiche", Abbiategrasso 1995
La Magenta dei Prestinari
in "I Prestinari di Magenta", Magenta 1997
Ossona: segni e frammenti di storia

 

Casa Accoglienza

Un ulteriore importante riconoscimento all’impegno dei volontari della Casa dell’Accoglienza: il ‘San Martino d’oro’. Riconoscimento che non poteva mancare a venti anni (celebrati la scorsa primavera) dalla fondazione della realtà cittadina al servizio dei più bisognosi, dei poveri, degli ultimi. “Ancora una volta – ha detto Pietro Pierrettori – nella scelta dell’attribuzione del ‘San Martino d’oro’ concorde è stato il parere di Pro Loco, Parrocchia e Amministrazione Comunale”. A conferma, le parole di elogio rivolte da don Mario Magnaghi e dal sindaco Marco Invernizzi agli operatori della Casa di via per Ponte Vecchio. Lasciateci dire, però, un riconoscimento i cui prodromi sono stati il ‘San Martino d’oro’ ad Elena Sachsel nel 1999 e a Monsignor Giuseppe Locatelli nel 2010, due figure importanti nella storia della Casa, come sottolineato dall’attuale presidente Rosanna Maerna (volontaria da 12 anni). Fu, infatti, proprio il ‘don’, parroco di San Martino, a dare concreta risposta all’invito del Cardinale Carlo Maria Martini a ‘farsi prossimo’ - tema di un convegno diocesano del 1986 - radunando intorno a sé un nutrito gruppo di giovani del territorio. Il Comune, nel medesimo anno, acquistò la cascina (attuale sede) di proprietà dell’ospedale Maggiore di Milano, quindi si diede vita all’Associazione Volontari per l’Accoglienza e la Solidarietà (Avas) che “ha fornito braccia per la ristrutturazione dell’edificio, allora un rudere, e preso in gestione la Casa”, come ricordato dalla presidente Rosanna Maerna. Dall’apertura (15 aprile 1994) ad oggi quasi 1200 le persone ospitate nella struttura intitolata, nel 2004, a Maria Rosa Oldani, un’altra ‘colonna’ dell’accoglienza magentina. A lei, alla dottoressa Sachsel e “ad altri che non ci sono più vogliamo dedicare questo riconoscimento”, ha affermato la presidente ricevendo la targa al termine del Concerto in Basilica, la sera della festa del Patrono. Da Rosanna Maerna, inoltre, un invito a “venirci a trovare per conoscere da vicino la nostra Casa”, nella speranza di ‘accogliere’ nuovi volontari. Gli attuali sono circa 80, impegnati nelle diverse mansioni. “C’è chi viene un’ora al mese, chi è presente ogni giorno e vive la Casa come una seconda casa. Qualsiasi disponibilità, piccola o grande che sia, è gradita e contribuisce a garantire il nostro servizio”. Anche agli ospiti (5 camere a 3/4 letti e 2 monolocali a disposizione, vario il periodo di permanenza in relazione al bisogno) è chiesto un impegno attivo nella vita della Casa, con la cura della pulizia delle proprie stanze e degli spazi comuni, e, “a quanti hanno un’entrata, un contributo di 8 euro al giorno”. Le domande di accoglienza sono infinite, non le risorse (umane in primis), “quindi abbiamo il difficile compito di filtrarle – ha osservato la presidente - a volte con il rischio di sbagliare, col rammarico di dire dei ‘no’, perché non siamo professionisti, non siamo attrezzati per casi che vanno oltre le nostre capacità e possibilità”. Tuttavia, i ‘sì’ detti negli anni sono stati tanti e non sono mancati ‘mal di capo’ di fronte a ‘missioni quasi impossibili’. Una bella storia. Nella Casa, l’atmosfera è quella di una grande famiglia, “si discute, ci si confronta perché si è diversi, si hanno idee differenti”, ma uniti e forti nel comune obiettivo di aiutare chi si trova in difficoltà.

Antonella Piras

Insegnante di scuola primaria dal 1983, studia pedagogia all'Università Cattolica, da sempre coltiva trasversalmente ad altri interessi la passione per la musica. Approfondisce lo studio del pianoforte e del violino, ma si approccia con curiosità a qualsiasi strumento. Coniuga la professione e la passione specializzandosi nella didattica e nella produzione musicale a scuola, dove tiene numerosi laboratori per i ragazzi e corsi di aggiornamento rivolti agli insegnanti. Scrive diverse canzoni per bambini ed una ventina di testi teatrali per le scuole di cui cura personalmente l'allestimento. Nel 1989 entra a far parte della Cooperativa Musica & Musica dove tiene il corso di Alfabetizzazione musicale e ricopre la carica di presidente dal 1993 al 1996. Nel 1998 insieme ad un gruppo di amici sognatori fonda l'Associazione Culturale Totem con Io scopo di promuovere una cultura musicale e artistica in genere sul territorio, curando sia l'aspetto formativo che ricreativo. Oltre a numerosi eventi, corsi, mostre, workshop, lezioni concerto, laboratori di teatro, di letteratura e di arte e collaborazioni con le varie realtà associative del territorio, da Totem prenderanno vita:

1998 la Piccola Orchestra Totem
2000 l'Orchestra 'Città di Magenta'
2001 la prima Stagione Musicale
2002 il GIS (Gruppo Interesse Scala) in collaborazione con il Comune per il quale cura personalmente molte delle lezioni di preparazione alla visione delle opere
2003 il Coro Civico 'Città di Magenta'
dal 2004 la cogestione insieme alla Amministrazione Comunale e la direzione artistica del Teatro Lirico
2006 l'Orchestra Giovani Totem con un direttore stabile
2007 l'Ensemble Barocco dell'Orchestra Giovanile Totem
2008 riceve il prestigioso premio Paul Harris Fellow dal Rotary Club di Magenta.

Mons. Giuseppe Locatelli

Nasce ad Acquate -Lecco- il 24 gennaio 1931. Studente di Medicina, sente nascere in sé la vocazione sacerdotale. Viene ordinato dall'Arcivescovo di Milano, Card. Giovanni Battista Montini, il 28 giugno 1959. E' nominato Vicario parrocchiale a Cernusco sul Naviglio, dove si distingue soprattutto per l'opera a favore dei giovani. Vi rimane fino al 1972, quando l'Arcivescovo, Card. Giovanni Colombo lo incarica di guidare la Parrocchia di San Martino, in Magenta. Arrivato nella nostra Città, don Giuseppe si impegna nel portare a termine, ampliandolo, il Centro giovanile e familiare Paolo VI, ideato dal suo predecessore, Mons. Giacomo Terrani. È il 1973. Il "Paolo VI" diventa punto di riferimento importante per le attività culturali sempre più mirate e specialistiche della Parrocchia, ma anche per gruppi e associazioni di ispirazione cattolica, che spesso travalicano i confini parrocchiali e cittadini, perché nel frattempo don Giuseppe è chiamato a ricoprire l'incarico di Decano delle, allora, 22 parrocchie del Magentino. All'ultimo piano del Centro Paolo VI viene quasi subito ospitata la sede del Consultorio decanale per la Famiglia,realtà oggi sempre più presente nel nostro territorio. Nel 1976, con l'aiuto del Comune, viene inaugurata al cimitero la "Cappella di Santa Maria Ausiliatrice". È del 1978 il restauro della Chiesa di San Rocco, attorno alla quale si crea il gruppo del Rione omonimo per vivacizzare la presenza della parrocchia nella parte sud della città. Viene restaurato anche l'organo Prestinari nella stessa chiesa. Coinvolge quindi tutta la comunità in una grande raccolta di fondi per la costruzione del nuovo Oratorio di San Martino, a sostituire un ambiente ormai fatiscente per i ragazzi e i giovani. L'oratorio viene inaugurato nel 1983. Nel campo della carità si distingue l'azione di don Giuseppe a favore dei poveri, con un'attenzione davvero tutta speciale per le persone in difficoltà. Promuove la nascita della Caritas cittadina, con la quale, su ispirazione del Cardinale Martini, con il Convegno "Farsi prossimo", matura il progetto di una Casa dell'Accoglienza, in dialogo con la parte civile e il Comune. Si costituisce l'Associazione AVAS, per la gestione della Casa e l'accoglienza delle tante persone bisognose lì ospitate a partire dal 1989. Le ultime opere da lui avviate, portate poi a compimento dal suo successore, don Fausto Giacobbe:

il Centro Rionale S. Francesco e S. Chiara (1989)
il restauro dell' Organo Prestinari della Basilica (1991)
la sala della comunità, cinemateatroNuovo, che proprio oggi compie i suoi primi 20 anni.

Don Giuseppe lascia Magenta nel 1989, nominato dall'Arcivescovo Carlo Maria Martini, Vicario episcopale della Zona pastorale V, con sede a Monza. Ricopre il suo ultimo incarico di Parroco a Inzago -Parrocchia di S.ta Maria Assunta e S.ta Maria Ausiliatrice. In data 1 settembre 2008 viene destinato Residente con Incarichi Pastorali presso la Comunità Pastorale "Beato Giovanni Mazzucconi e Beato Luigi Monza" che riunisce le tre ex parrocchie di San Giovanni, Laorca e Rancio, i tre rioni del Comune di Lecco più vicini alla Valsassina. Il 21 giugno 2009 ha voluto festeggiare a Magenta, nella Basilica di San Martino, nella ricorrenza di Santa Crescenzia, il suo 50° di sacerdozio.