Il San Martino D'Oro

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Magentini iscritti nel libro "I Giusti tra le Nazioni" presso lo Yad Vashem di Gerusalemme

"Sono talmente emozionata, in questo momento...sono contenta, ma non riesco a dire nient' altro che... Grazie!". Dina Cerioli, ricevendo la targa del San martino d'oro 2011, si è espressa con poche e semplici parole, quasi scusandosi con il sindaco Luca del Gobbo, il parroco don Mario Magnaghi, il presidente della Pro Loco Pietro Pierretori e con il folto pubblico del concerto di San Martino che, in basilica, l'applaudiva commosso. A lei e alla memoria di Caterina Vaiani, Antonio Garbini, Angelo Cerioli, Maria Vaiani Cerioli, Dina Cerioli, Battista Magna e monsignor Francesco Bertoglio è stato attribuito, quest'anno, nella notte della festa del Santo Patrono, il significativo riconoscimento, poiché: "Nell' epoca buia del sonno della ragione, seppero riconoscere nell'uomo, senza distinzione di nazione o fede, il fratello da soccorrere nel bisogno, anche a rischio della propria vita". e se, come sottolineato da Pierrettori, "il mantello è metafora di carità e protezione", l'aver insignito del premio questi concittadini, "fattisi essi stessi 'mantello' nei confronti del prossimo sottratto alla persecuzione antisemita", è apparso una scelta quanto mai opportuna e condivisa. La vicenda di Angelo, Maria e Dina Cerioli, Caterina Vaiani, Antonio Garbini e Battista Magna, probabilmente, è nota a – quasi – tutti i magentini. costoro difesero dalla deportazione nazista la famiglia Molho, ricavando un nascondiglio ('La casa segreta' di cui ha scritto Erminia dell'Oro per Bompiani ed.) nel magazzino sopra la fabbrica di spilli e minuteria, di via Trento, di cui Salo Molho era titolare e loro dipendenti. meno conosciuta, se non del tutto, è invece la storia di monsignor Francesco Bertoglio, cui debbono la vita oltre sessanta ebrei, da lui accolti e nascosti nel Pontificio Seminario Lombardo, nella Roma occupata dai Tedeschi. il Bertoglio venne anche tratto in arresto in seguito a una perquisizione notturna al Seminario, ordinata dal Supremo comando della SS, sebbene l'edificio di proprietà della Santa Sede godesse del diritto di extraterritorialità. Va, infine, ricordato che i nomi dei Cerioli, della Vaiani, di Magna, Garbini e i Bertoglio appartengono al prezioso novero dei 'Giusti tra le Nazioni'. L'onorificenza riservata a quanti, non ebrei, non esitarono a mettere in pericolo la propria vita per salvare anche un solo ebreo. Tempio della loro memoria è lo Yad Vashem, in Gerusalemme.