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Primavera

Inviato da in News
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Eh sì, è arrivata la primavera. Quella astronomica iniziata il 21 marzo e quella della natura col profluvio di fiori (e ahimè -per chi soffre di allergie, come me- di pollini); perché…”a Pasqua, la sia volta o la sia basa, ga spunta la frasca”. Ma qui vorrei evidenziare un’altra primavera. Anzi le molte primavere che si sono vissute in questo inizio di anno in città. Comincio dall’operina “Il Piccolo Spazzacamino” della foto di apertura, no anzi: andiamo con ordine. Cominciamo dalla “semaine de la langue francaise et de la francophonie”. Annuale prezioso appuntamento, che rinsalda i legami di Magenta con la Francia. L’occasione è stata quella di presentare una mostra sul tema della Grande Guerra offerta dall’Institut Francais di Milano alla rete culturale francese all’estero. Una mostra assai particolare: “une exposition numerique interactive et multilingue” formata da pochi pannelli; ciascuno con numerosi ‘QR code’ mediante i quali si potevano raggiungere sterminati archivi di testi, dati, fi lmati. Insomma una sorta di ‘primavera’ anche delle mostre. Ma non è questo aspetto la ragione per ricordare qui quella mattina. Di veramente importante, sabato 7 marzo, c’è stata la consegna dei diplomi di Baccalaureat ai diplomati del liceo Quasimodo che hanno partecipato al progetto ESABAC. Una prima vera generazione che si diploma conoscendo la cultura italiana e contemporaneamente anche quella francese (non solo la lingua); dunque una prima vera ‘leva’ di cittadini d’Europa! E veniamo a “The Little Sweep” di venerdì 11 marzo al Lirico. E qui è stata un’apoteosi di gioventù. Benjamin Britten -autore attento a scandagliare e defi nire i contorni poetici dell’animo fanciullesco- l’ha scritta nel ’49 come opera in miniatura: il piccolo spazzacamino è la metafora della condizione umana in generale. L’allestimento presentato ha visto in scena cantanti professionisti Solisti (ventenni, anche il ‘basso’ e il ‘tenore’) e Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala. Truccatori del Corso truccatori e parrucchieri teatrali della stessa Accademia Teatro alla Scala. Partecipazione del coro della nostra sms “Francesco Baracca”. Insomma una produzione Totem (musica dal vivo -in buca, come si conviene alle opere ‘serie’- dell’Ensamble dell’Orchestra Sinfonica Città di Magenta; cioè dei ‘giovani’ dell’Orchestra) che ha legato e coinvolto tanta gioventù in un lavoro riuscitissimo e raffi nato. D’altronde non poteva essere altrimenti: il ‘tutto’ è stato ‘diretto’ da Bruno Casoni, che di primavere ne ha più di qualcuna sulle spalle, ma che ha la freschezza e lo spirito di un ragazzo. Energia ed entusiasmo che trabocca e contagia, ed infatti ha emozionato tutti. Emozione… scrivo dopo aver intervistato Don Giuseppe (ne troverete resoconto nelle pagine interne), che sul concetto di ‘emozione’ ha ancorato le sue risposte. Anche Don Giuseppe è lui stesso una ‘primavera’ della nostra città. Con lui è tutto un rifi orire, un… ma ve lo dico con le ultime due strofe della poesia ‘Primavera’ Giavanni Barrella (1884-1967) “L’è tutt on trepilà che giuga sòtta, e par ch’el vegna sù, fi n di radìs... l’è on non so che per l’aria... l’è on nagòtta, che dalla terra el monta in Paradis... l’è on’emozion... l’è on brivid...l’è on torment ‘na sofferenza...on mond...l’è tutt, l’è nient... L’è on’onda, che te inonda d’acqua ciara, l’è on boff... on vent... ona tempesta... on tron, l’è on sfrìs...on sghiribizz...l’è ona fanfara... l’è ‘l son de festa de on gran campanon, ch’el batt e ch’el ribatt, a tutt i or, Amor... Amor... Amor... Amor... Amor!” È un buon augurio aperto alla speranza; lo faccio mio per tutti noi.