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La Bacheca della Pro Loco Magenta

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È STATA UNA RIEVOCAZIONE MEMORABILE!

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Innanzitutto per la clemenza del tempo: bellissimo sino alla conclusione con la ‘classica’ salva in onore dei caduti. Per sfogarsi poco dopo con un temporalone estivo; giusto il tempo di smobilitare in tranquillità la piazza. Peccato per il concerto della Fanfara ‘Nino Garavaglia’, che ha comunque concluso in bellezza la giornata della rievocazione; ma al Lirico invece del cortile delle scuole, che avrebbe dato alla serata un tocco di magia in più. Una giornata che ha visto -ed è questo il vero motivo di soddisfazione- una grande partecipazione popolare! Sia al mattino, al corteo istituzionale e alla commemorazione all’Ossario; così come all’inaugurazione -in Casa Giacobbedella mostra sui 25 anni di questo gionale. Sia al pomeriggio, alla Rievocazione, rumorosa di spari di fucili e cannoni e coloratissima per le sgargianti divise dei reparti che hanno riproposto didatticamente le modalità con cui -all’epoca- intervenivano sui campi di battaglia. Allora! Oggi è solo un motivo di festa. Sì di festa! Per la gioia di ritrovarci -in pace- a ripensare a quei tremendi momenti. France si, austriaci, ungheresi ed italiani. Ora popoli di una Europa, che aspira a costruire -unita e in pace- un futuro di benessere. Di qui lo slogan ‘Magenta costruisce l’Europa’, che lanciato qualche anno fa, e per qualche tempo considerato con un po’ di sufficienza da più parti, s’è rivelato capace di sintetizzare -come uno slogan deve fare- le motivazioni che ci spronano a mantenere viva la ‘tradizione’ del 4 giugno. Se ne avete l’età, ricordetete certi ‘4 giugno’ -magari in giorno feriale- in cui un corteo che passava frettoloso e quasi inosservato, esauriva in un paio d’orette le formalità della cerimonia …e poi tutti a casa! Non aveva quasi più significato e dunque scarsa motivazione! Confrontate quella partecipazione con la folla della scorsa domenica 5! Di strada se n’è fatta! E molta l’abbiamo spianata noi. Lo faccio raramente ma stavolta sì, rivendico -e con grande orgoglio- il merito per la Pro Loco d’aver creduto -non soli, seppure in non foltissima compagnia- nella possibilità di riportare il ‘4 giugno’ nel cuore dei magentini, e d’esserci in buona parte riusciti! Corteo alla domenica più vicina al ‘canonico’ 4, mostre, rievocazione storica adesso la cena ai giardini di Casa Giacobbe… Oltre vent’anni di sforzi, insistenti e costanti anche quando raccoglievamo più sberleffi che applausi… ampiamente ripagati. Così come bene frutterà -ne sono certo- il ‘4 giugno’ dei ragazzi delle scuole primarie. Se partiamo da loro a far crescere interesse ed ‘attaccamento’ a questi -giustamente definiti dal nostro primo cittadino- importanti momenti ‘identitari’ saremo certamente a cavallo! E l’entusiasmo dei ragazzi è cosa che mi ha riempito il cuore di fiduciosa speranza: anch’io (come il presidente Pierrettori) ho ‘incontrato il ‘4 giugno’ cantando, nel coretto delle elementari, la Marsigliese quando venne il generale De Gaulle, a Magenta, nel lontano1959… E, a proposito del canto degli inni: perché non insegnarli? Tutti, a cominciare dalla versione completa del nostro (e non solo la prima strofa), continuando per la Marsigliese -appuntoma anche quello austriaco, quello ungherese… Non sarebbe un bel modo per rendere ancora più attivamente partecipativa la presenza dei ragazzi? Non sarebbe un altro utile elemento di unione… perché “…l’Unione e l’amore/Rivelano ai Popoli/Le vie del Signore…”; come dice la terza bella (e mai cantata) strofa del nostro inno? Rinsaldare le nostre radici (non solo la Battaglia, ma anche il San Martino, il San Biagio, la Santa Crescenza, i nostri monumenti, le tradizioni e così via) non per costruire confini e barriere ma per ancorarci a solide basi per sostenerci nel futuro!