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La Bacheca della Pro Loco Magenta

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Tradizioni

Posted by in News
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Prima o poi doveva accadere. E così questo Sant’Antonio niente fuochi! L’uggia per il contrattempo (incontestabilmente saggia la decisione di non fare i falò, stante la molta pioggia caduta) è temperata solo dalla constatazione che essa stessa è la miglior testimonianza dell’attaccamento alle tradizioni. Come la saggezza popolare insegna, è quando manca che comprendiamo quanto necessaria ed importante sia l’aria. Pazienza, ne faremo uno più alto e più bello -di falò- il prossimo 17 gennaio! Intanto però, abbiamo avuto occasione di considerare quanto contino le tradizioni per unirci in una ‘comunità’. Non ce ne faremo scappare altre! Cominciando dal San Biagio: bacio alla reliquia del Santo nella cappellina annessa al convento delle suore Canossiane, fiera, ‘firon di maron’ e soprattutto (per me goloso) trippa: mezzogiorno in piazza e sera alla trippata delle Proloco. Quest’anno, per la fiera, verranno anche amici francesi della gemellata Ville de Magenta. Chissà se a loro piacerà? Vedremo, ma è proprio così che si cementano amicizie: condividendo tradizioni. Peccato che non abbiano potuto assistere anche al perpetuarsi di un’altra bellissima -possiamo dire, oramai- tradizione magentina: la stagione culturale del Teatro Lirico. Venerdì 10 apertura della stagione teatrale con un monologo di Lucilla Gianioni (anch’essa -a suo modo- oramai una piccola tradizione: è infatti la quarta volta che viene, giustamente acclamata, sul nostro palcoscenico). Sabato 18 poi, apertura della quattordicesima stagione musicale con un palcoscenico ‘pieno’, come si conviene al concerto d’apertura. Ma soprattutto una sala gremitissima di un pubblico di appassionati tra cui -piacevolissimo ‘trend’ che va via via sempre più consolidandosi- tanti giovani! Giovani in sala e giovani anche sul palcoscenico. Tra i musicisti, infatti, molti erano quelli legati alla nostra orchestra da un rapporto professionale più che decennale. Alcuni sono insegnanti delle attività di educazione musicale tenuti in Villa Naj Oleari con Totem. Ma quelli che -concedetemelo- hanno più attirato il mio sguardo, calamitato da una emozionata attenzione, sono stati i ‘nostri’ ragazzi -quasi una dozzina; e non erano neppure tutti- nati qui (musicalmente intendo). Vederli ora sul palcoscenico diplomati ‘maestri’ -ventenni, poco più o poco meno- e ricordarli -ancora ieri- bambini coi calzoncini corti o le treccine…beh è un’emozione. Un fremito e la sensazione di placida soddisfatta serenità che danno le cose ‘ben fatte’ e destinate a durare. Nel solco di una tradizione -appunto- che, a partire dalle tre gloriosebande cittadine, ha caratterizzato nel tempoquesto territorio.